Domande frequenti per le persone con stomia

Ecco le risposte alle domande più frequenti che le persone con stomia si pongono

La stomia è un’apertura artificiale che mette in comunicazione un viscere con la superficie cutanea, in modo da permettere la fuoriuscita di materiale intestinale o urinario. Essa rappresenta il risultato finale di un intervento chirurgico, il cui scopo è quello di creare una via alternativa alla naturale emissione all’esterno delle urine (Urostomie) e delle feci (Enterostomie). Ogni anno migliaia di persone vengono sottoposte ad un intervento chirurgico di confezionamento di stomia. Per alcuni l’intervento è una procedura salvavita; per altri viene eseguito per una patologia intestinale, un trauma o per correggere un difetto dalla nascita.

A seconda della patologia o lesione, la stomia potrà essere:

  • colostomia – stomia confezionata nel tratto d’intestino crasso (colon) caratterizzata dalla fuoriuscita di feci solide;
  • ileostomia – stomia confezionata nell’ultimo tratto del piccolo intestino (ileo) caratterizzata dalla fuoriuscita di feci liquide/semi-liquide;
  • urostomia – è l’abboccamento di un tratto dell’apparato urinario alla parete addominale che permette la fuoriuscita dell’urina all’esterno in modo permanente e continuo.


Dal punto di vista temporale si suddividono in:

  • temporanea (provvisoria)
  • permanente (definitiva).
La stomia si presenta all’apparenza simile alla mucosa all’interno della bocca: lucida, umida e di colore roseo. Tuttavia non tutti gli stomi sono uguali: possono variare per forma (rotonda, ovale, irregolare) o dimensione ed ancora essere sporgenti, piatti o introflessi rispetto al piano cutaneo dell’addome.

Avere una stomia significa non avere il controllo su quando defecare/urinare. Ciò significa che è necessario indossare sempre una sacca progettata per aderire alla cute dell’addome attorno allo stoma con il fine di raccoglierne le fuoriuscite; questa è la soluzione che consente alla persona stomizzata di riprendere la piena autonomia.

I sistemi di raccolta (sacchetti) si suddividono in:

  • Sistema monopezzo – la sacca e la placca sono integrate
  • Sistema due pezzi – la sacca e la placca sono due pezzi separati. Questo permette di sostituire la sacca senza rimuovere la placca

 

 

 

Di norma si utilizzano sacche:

  • A fondo chiuso – indicata per le persone con colostomia. Sono monouso e quando la sacca è piena, va rimossa, inserita in una sacca per rifiuti e smaltita;
  • A fondo aperto – indicata per le persone con ileostomia. Essendo gli effluenti di consistenza liquida/semi-liquida queste sacche vengono facilmente svuotate più volte durante la giornata aprendo la chiusura integrata sul fondo;
  • Con rubinetto – indicata per le persone con urostomia. Queste sacche vengono facilmente svuotate aprendo il rubinetto integrato sul fondo; in questo modo è possibile svuotare la sacca periodicamente, oppure collegare una sacca da gamba o da notte con capacità di raccolta maggiore.

Clicca qui per consultare la sezione del blog dedicata a come sostituire il presidio di raccolta

Dipende dal tipo di presidio che si utilizza. 
Il sistema monopezzo va cambiato 1-2 volte al giorno in base alla tipologia di stomia. Per quanto riguarda il sistema a due pezzi, invece, la placca può rimanere in sede sino a 48/72 ore, mentre la sacca va svuotata durante la giornata (in caso di ileostomia e urostomia) quando la sacca è circa riempita per 1/3 e cambiata quotidianamente.     

È di fondamentale importanza che il ritaglio del foro della placca sia perfettamente combaciante con le dimensioni e la forma dello stoma (o massimo 1-2 mm più largo). La finalità è di proteggere l’integrità cutanea attorno allo stoma. 
NB. Non tutti gli stomi sono perfettamente tondi, possono variare per forma (rotonda, ovale, irregolare) e il taglio, quindi, non sarà necessariamente tondo ma dovrà rispettare la forma dello stoma.       


No, è monouso, pertanto può essere applicata una sola volta. Togliere e rimettere la stessa placca adesiva può comportare una perdita della sua capacità di adesione.

Si, le sacche non sono interscambiabili.
Oltre alla differente apertura della sacca: 

  • Le sacche di raccolta feci sono dotate di un filtro in carbone attivo deputato ad eliminare i cattivi odori;
  • Le sacche di raccolta urine sono dotate di valvola antireflusso che impediscono il ritorno dell’urina verso l’alto quando si assume la posizione supina o laterale nel letto, prevenendo, così, l’insorgenza di infezione delle vie urinarie.

I sacchetti utilizzati possono essere svuotati nel wc ed in seguito inseriti in un sacchetto per evitare la formazione di odori sgradevoli, per poi essere eliminati nel cestino di raccolta rifiuti indifferenziati/secco.       

La temperatura ottimale va da un minimo di 10°C ad un massimo di 30°C. Si consiglia di conservare il materiale in ambienti freschi ed asciutti evitando gli ambienti come bagno, cucina, scantinati oppure vicini o esposti direttamente a fonti di luce o calore.

Le sacche di raccolta feci sono dotate di un filtro in carbone attivo deputato a catturare al proprio interno le molecole di gas ed evitare, così, che i cattivi odori escano dalla sacca.   
Qualora la sacca si dovesse gonfiare vorrebbe dire che il filtro è danneggiato. In questo caso la sacca deve esser sostituita al quanto prima.         

La cura della stomia nell’immediato periodo post-operatorio è affidata al personale infermieristico, ma già dai primi giorni successivi all’intervento chirurgico il paziente ricoprirà un ruolo attivo e verrà coinvolto nelle quotidiane operazioni igieniche dello stoma e nel cambio del presidio di raccolta.

L’obiettivo, infatti, è quello di rendere la persona il più autonoma possibile nella cura di sé in quanto sicurezza e autonomia portano inevitabilmente ad un incremento del benessere individuale. Il successivo periodo di educazione alla cura della stomia permetterà alla persona con stomia di attuare in autonomia ciò che diventerà poi una normale operazione di igiene personale quotidiana.
È fondamentale sottolineare che la cura della stomia non equivale alla sostituzione di una medicazione sterile, ma è da equiparare al praticare un’igiene intima, però sulla pancia, con l’unica differenza che al termine vi andrà applicata una sacca di raccolta adesiva.

La stomia non è una ferita chirurgica, ma un ano artificiale. Si pulisce con acqua corrente e sapone neutro privo di sostanze oleose o idratanti che potrebbero compromettere la tenuta della barriera cutanea.   
Non usare mai prodotti contenenti alcol, etere, benzina, soluzioni di ipoclorito di sodio, tipo amuchina, poiché irritano lo stoma e indeboliscono le difese naturali della pelle.

Si consiglia di utilizzare materiale tipo panno carta oppure un asciugamano molto morbido che non lasci fibre sulla pelle. Nel caso in cui si utilizzi una spugnetta si consiglia di sostituirla frequentemente; evitare assolutamente l’uso di garze o cotone idrofilo.

Assolutamente no. La stomia non ha terminazioni nervose, pertanto, non provoca alcun dolore al tatto.

Poiché la stomia è bene irrorata dal sangue può accadere che sanguini leggermente quando viene pulita durante il cambio della sacca.

Con la stomia è possibile fare tranquillamente sia la doccia che il bagno in vasca. È una decisione propria: si può lavarsi senza sacchetto e riposizionarlo una volta asciugati oppure lavarsi con il sacchetto addosso. Per quanto riguarda le sacche delle sole ileostomie e colostomie, essendo provviste di un filtro anti-odore, sarà necessario applicarvi un copri-filtro di protezione (tale copri-filtro risulta essere disponibile in ogni confezione di sacche); in alternativa, al termine del bagno, sarà necessario sostituire la sacca (in caso di sistema di raccolta a due pezzi) o l’intero presidio di raccolta (in caso di sistema di raccolta monopezzo).

Anche questa è una scelta personale.
Ci si può comportare come durante una normale igiene intima, quindi senza guanti e lavandosi le mani prima e al termine della procedura; l’utilizzo di guanti non ha, comunque, alcuna controindicazione.

Qualora dovesse notare una fuoriuscita di feci o urina sotto placca è indicato cambiare subito il sistema di raccolta per evitare irritazioni della pelle. Qualora fosse necessario, per questo motivo, ricorrere a frequenti cambi quotidiani del presidio di raccolta è consigliato consultare il proprio stomaterapista di fiducia.

Assolutamente no. Qualora dovesse verificarsi una fuoriuscita di feci o urina sotto la placca è indicato cambiare subito il sistema di raccolta in quanto non si tratta di un problema di adesione ma di infiltrazione che può provocare importanti irritazioni della pelle.

Qualora il presidio di raccolta si staccasse frequentemente o dovesse notare la presenza di lesioni o arrossamenti sulla cute vicino allo stoma va segnalato subito all’infermiere stomaterapista o al medico.

Non esistono regole nutrizionali univoche che valgano per tutti coloro che hanno la stomia. Sicuramente sarà necessario darsi del tempo per comprendere come gestire al meglio questa nuova condizione.

Generalmente il curante indica alcuni accorgimenti da seguire in merito al piano alimentare e la scelta sarà personalizzata sulle necessità specifiche, ma esistono alcuni comportamenti che in linea generale possono migliorare la quotidianità di un paziente con stomia.   
Clicchi qui per consultare la sezione del blog dedicata ai consigli dietetici per persone con stomia (collegamento blog sezione indicazioni dietetiche)     
Qualora lei dovesse essere affetto/a da patologie come il diabete mellito, patologie cardiache e renali, intolleranze ed allergie alimentari (per es. celiachia, intolleranza al lattosio ecc.) si consiglia fortemente di eseguire una consulenza nutrizionistica con un dietista specializzato nella gestione nutrizionale della persona con stomia.        
Tale percorso, inoltre, viene consigliato anche per le persone con stomia vegetariane e vegane.

Generalmente avere una stomia non richiede grandi attenzioni o cambiamenti nell’abbigliamento. Ai tempi d’oggi il concetto di moda è molto flessibile, per cui è possibile vestirsi secondo le proprie esigenze ed abitudini anche in presenza di una stomia.
Le sacche sono progettate in modo tale da offrire la massima discrezione, semplicità di utilizzo e garantire una sicura adattabilità alle diverse forme ed ai movimenti naturali del corpo. Sono disponibili sacche di diverse dimensioni e diversi tipi di tessuto.
Assolutamente sì! Le persone stomizzate possono condurre una vita normale, possono quindi viaggiare e condurre anche in vacanza la stessa vita che facevano prima dell’intervento. Si può viaggiare via terra, via mare o via aria senza particolari problemi, tuttavia ha bisogno di un minimo di preparazione in più, soprattutto per i primi tempi. Clicchi qui per consultare la sezione del blog dedicata al viaggiare con la stomia     

Come per tutte le persone, le regole sono dettate dal buon senso: evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e prolungata per diverse ore consecutive. Inoltre, per garantire la massima discrezione sotto il costume, esistono infatti dei sacchetti perfettamente ermetici e resistenti all’acqua.        
Clicchi qui per consultare la sezione del blog dedicata al viaggiare con la stomia       

Con la stomia è possibile fare tranquillamente il bagno in piscina e in mare. Per quanto riguarda le sacche delle sole ileo e colostomie, essendo provviste di un filtro anti-odore, sarà necessario applicarvi un copri-filtro di protezione (tale copri-filtro risulta essere disponibile in ogni confezione di sacche); in alternativa, al termine del bagno, sarà necessario sostituire la sacca (in caso di sistema di raccolta a due pezzi) o l’intero presidio di raccolta (in caso di sistema di raccolta monopezzo).

Salvo casi di certificata incompatibilità dell’uso delle cinture di sicurezza, la persona con stomia deve fare uso della cintura di sicurezza.

Infatti è ritenuto preferibile tutelare la sicurezza della persona, piuttosto che il suo comfort di viaggio. Laddove sia oggettivamente impossibile allacciare la cintura, senza pregiudicare la funzionalità dei dispositivi di raccolta utilizzati dallo stomizzato, sarà indispensabile ottenere un certificato dal medico della ASL. Una certificazione rilasciata da qualsiasi altro specialista, oltre ad esporre il medico certificatore ad ipotizzabili azioni di responsabilità, non avrebbe alcun valore al fine di rivendicare il diritto all’esenzione ed esporrebbe il conducente/passeggero alle conseguenti sanzioni amministrative.

Se non si usano le cinture è bene disattivare l’airbag la cui istantanea espansione, in difetto dell’allaccio delle cinture, è motivo di ulteriore pericolo.

La stomia è una condizione che, sia essa temporanea o permanente, non impedisce di svolgere le attività a cui ci si dedicava prima dell’intervento.

Una donna può diventare felicemente mamma anche con una stomia. Essere stomizzate non è una controindicazione né alla gravidanza, né ad avere rapporti sessuali.

È suggerito riprendere l’attività fisica in maniera graduale e senza eccessivi sforzi iniziali, in modo da garantire una ripartenza progressiva dell’organismo; inoltre, se non praticava sport prima dell’intervento, non è mai troppo tardi per cominciare! A seconda dell’età, delle condizioni fisiche e della presenza di eventuali disabilità motorie anche chi ha una stomia può praticare tantissime attività sportive.

Per ottenere la fornitura è necessaria una prescrizione fatta da un Medico Specialista riconosciuto dal SSN. Le modalità di erogazione dei dispositivi variano a seconda della singola ASL o Regione (per es. consegna tramite corriere presso il proprio domicilio, ritiro presso il Distretto Sanitario di Competenza, ritiro presso la Farmacia/Sanitaria di fiducia).

Assolutamente no. Per il portatore di stomia è sempre garantito il diritto alla fornitura dei dispositivi necessari, secondo quantitativi mensili stabiliti per legge come definito dal Ministero della Salute, in particolare dal D.M. 27/08/99, n. 332 e successive modifiche e di competenza delle Regioni ed ASL.

Dal 2001 non è più necessaria l’istanza di richiesta dell’invalidità. Resta, dunque, da discutere il diritto dello stomizzato alla libera scelta del presidio tra quelli ritenuti idonei dagli specialisti (medico e stomaterapista).

Dal 2001 non è più necessaria l’istanza di richiesta dell’invalidità. Resta, dunque, da discutere il diritto dello stomizzato alla libera scelta del presidio tra quelli ritenuti idonei dagli specialisti (medico e stomaterapista).

Nel Nomenclatore Tariffario, che è l’elenco dei presidi suddivisi per categorie, completamente gratuiti per il paziente stomizzato, in quanto a carico del Servizio Sanitario Nazionale, sono stabiliti anche i quantitativi massimi usufruibili mensilmente che possono, però, variare da regione a regione.

Si sconsiglia fortemente l’acquisto di presidi per stomia sulle grandi piattaforme online: spesso le offerte proposte non riportano la marca del prodotto, i codici, le caratteristiche e la data di scadenza dei prodotti.  
La scelta e la fornitura di tali presidi è soggetta ad una prescrizione medica, atta dopo specifica ed accurata valutazione.   

Qualora la fornitura di presidi stomali fornita dal SSN non dovesse essere sufficiente è consigliato eseguire un controllo dal suo stomaterapista di fiducia. Sono diversi i motivi per i quali potrebbe essersi reso necessario sostituire più frequentemente la sacca: potrebbe aver subito un cambiamento del profilo addominale, piuttosto che essere insorta una complicanza stomale o peristomale o una situazione tale per cui il presidio finora utilizzato non risulti più essere quello idoneo per lei.

Gli accertamenti che vengono effettuati dalle commissioni mediche dell’Asl sono:

  • Invalidità civile: si riferisce all’accertamento che dà luogo ad una percentuale secondo il tipo e la gravità della patologia
  • Handicap: fa riferimento alla difficoltà d’inserimento sociale dovuta alla patologia o menomazione di cui è affetta la persona interessata (Legge 104/1992)
  • Disabilità: esamina la capacità d’inserimento lavorativo secondo la patologia riscontrata (Legge 68/199)

Tale riconoscimento avviene da parte della Commissione medica della ASL o di verifica dell’INPS e consente di ottenere benefici sociali e/o economici che dipendono dal grado di invalidità riconosciuto e dal reddito.         


Per il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario presentare domanda all’INPS, esclusivamente per via telematica, e si articola in due fasi:

  1. la compilazione e l’invio telematico del certificato medico da parte del proprio medico curante (l’invio di tale certificato non è da confondere con la domanda di invalidità civile) che provvederà a fornirle il “numero di certificato introduttivo” e le consegnerà il certificato in forma cartacea. Tale documento dovrà essere esibito obbligatoriamente alla Commissione Medico Legale il giorno della visita.    

  1. successivamente la domanda dell’invalidità civile si inoltra per via telematica (personalmente o tramite patronato) direttamente all’INPS entro 90 giorni dalla data del certificato medico, altrimenti sarà necessario chiedere un nuovo certificato (è un certificato a pagamento).

Al momento della presentazione del riconoscimento dell’invalidità civile è opportuno richiedere anche:

  • il riconoscimento della situazione di Handicap ai sensi della legge 104/1992 (per avere diritto, tra le altre cose, ai permessi lavorativi) riferendosi all’art. 3, co. III della L. 104/92 (c.d. “connotazione di gravità”, indispensabile per i benefici in ambito lavorativo) in quanto lo stomizzato acquisisce la “connotazione di gravità” quando la sacca di raccolta è quasi satura e va necessariamente sostituita.

 

  • il riconoscimento della condizione di disabile ai sensi della legge 68/1999 (per aver diritto all’inserimento lavorativo mirato).

 

  1. Vengono presentate domande distinte, ma espletabili nella medesima visita.

 

Una volta presentata la domanda al cittadino viene comunicata la data di convocazione per la visita di accertamento sanitario, la quale sarà eseguita da un’apposita Commissione Medica. La visita è “fiscale”, non è terapeutica e dura pochi minuti; quindi, soprattutto se si è affetti da più patologie, è preferibile affrontarla (come è facoltà prevista dalla legge) insieme ad un medico di fiducia (il cui onere è però a carico del paziente), che ovviamente andrà contattato per tempo, anche per permettergli di prepararsi al breve, ma decisivo, confronto con i colleghi della Commissione.


Va ricordato che la convocazione ha tempistiche diverse a seconda dell’ASL.

Dopo la visita presso l’ASL l’assistito riceverà il verbale che riporta quanto accertato dalla Commissione Medica: tale documento risulta essere di fondamentale importanza in quanto contenente il giudizio della commissione dal quale discendono possibili diritti e benefici. Si suggerisce, vista la complessità della materia, per essere davvero certi dei propri diritti, di consultate sempre la fonte, cioè l’INPS, oppure chiedere consulenza alle associazioni di categoria (tipo Amnic, Ledha, ecc.) o ai patronati.

Per godere dei diritti e delle agevolazioni di questa normativa bisogna sostenere e superare la visita dell’INPS volta ad avere il riconoscimento dell’invalidità civile (non necessariamente 100%) e il riconoscimento della situazione di Handicap (vedi domanda “Avendo una stomia ottengo automaticamente il riconoscimento dell’invalidità civile?”)

La Legge 104 prevede diverse tipologie di permessi retribuiti che variano in base alla persona che li richiede. La persona con disabilità riconosciuta ex Legge 104/1992 ha diritto, alternativamente, a 3 giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore, oppure a riposi giornalieri di 1 o 2 ore in base all’orario di lavoro.  Ai coniugi, conviventi e affini entro il terzo grado, laddove previsto, spettano i canonici 3 giorni di permesso mensili per assistere la persona disabile in situazione di gravità, frazionabili in ore, fino a un limite massimo che va calcolato secondo l’orario di lavoro settimanale. Oltre ai permessi retribuiti, è possibile richiedere nel corso della vita lavorativa un congedo straordinario Legge 104 della durata di 2 anni.

Il decreto numero 105 del 2022 ha introdotto importanti novità a partire dal 13 agosto 2023: non si applica più il principio del “referente unico dell’assistenza”, secondo il quale la fruizione dei giorni di permesso non poteva essere autorizzata a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona in situazione di grave disabilità, ad esclusione dei genitori.

Fermo restando il limite complessivo di tre giorni di permesso mensile per l’assistenza allo stesso individuo, il diritto può essere riconosciuto a più persone, le quali possono fruirne in via alternativa tra loro.

Avere la stomia dì per sé non comporta automaticamente al diritto all’accompagnamento.

 Tra le prestazioni previste per gli invalidi civili, l’indennità di accompagnamento è quella che supporta economicamente il cittadino che si trova in condizioni di non autosufficienza.

L’assegno di accompagnamento, secondo la legge italiana però, non può essere ottenuto solo attraverso il riconoscimento di una grave disabilità, ma servono altri requisiti. Nello specifico:

  • l’inabilità totale (100% di invalidità)
  • o che l’assistito sia un individuo impossibilitato a camminare autonomamente o incapace di compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;

La persona che richiede il sostentamento, inoltre, deve avere residenza stabile e abituale sul territorio italiano.

Per il riconoscimento della prestazione è necessario presentare domanda all’INPS, esclusivamente per via telematica.

La presentazione della domanda per il riconoscimento dell’invalidità si articola in due fasi:

  1. la compilazione e l’invio telematico del certificato medico da parte del proprio medico curante, ovvero da un medico abilitato dall’INPS;
  2. la presentazione telematica della domanda all’INPS, da abbinare al certificato medico introduttivo. Il richiedente ha 90 giorni di tempo, dall’invio del certificato medico, per inoltrare la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Una volta presentata la domanda, al cittadino viene comunicata la data di convocazione per la visita di accertamento sanitario, la quale sarà eseguita da un’apposita Commissione Medica. La visita è “fiscale”, non è terapeutica e dura pochi minuti; quindi, soprattutto se si è affetti da più patologie, è preferibile affrontarla (come è facoltà prevista dalla legge) insieme ad un medico di fiducia (il cui onere è però a carico del paziente), che ovviamente andrà contattato per tempo, anche per permettergli di prepararsi al breve, ma decisivo, confronto con i colleghi della Commissione.


Si ricorda che la convocazione ha tempistiche diverse a seconda dell’ASL.

Dopo la visita presso l’ASL riceverà il verbale che riporta quanto accertato dalla Commissione Medica: tale documento risulta essere di fondamentale importanza in quanto contenente il giudizio della commissione dal quale discendono possibili diritti e benefici.     
Se è stata riconosciuta la percentuale del 100% con la seguente dicitura “impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età” allora ci sono le condizioni per il diritto all’indennità di accompagnamento pari a 527,16 euro (anno 2023) senza alcun limite di reddito.

Si suggerisce, però, vista la complessità della materia, per essere davvero certi dei vostri diritti consultate sempre la fonte, cioè l’INPS, oppure chiedete consulenza alle associazioni di categoria (tipo Amnic, Ledha, ecc.) o ai patronati.

Avere la stomia dì per sé non comporta automaticamente al diritto del contrassegno di parcheggio per disabili.

Per richiedere il contrassegno di parcheggio per disabili è necessario inoltrare la domanda presso il Comune di residenza allegando la documentazione rilasciata dalla ASL di appartenenza che comprova la patologia invalidante.

Il contrassegno, però, NON viene rilasciato a tutte le persone invalide o riconosciute portatrici di handicap, ma solo a coloro che hanno certificato problemi di DEAMBULAZIONE direttamente o indirettamente connessi agli arti inferiori. Il concetto di deficit della capacità deambulatoria non va in termini restrittivi, limitati esclusivamente alle menomazioni a carico degli arti inferiori, bensì deve considerare tutte le patologie acute o croniche che influiscono sulla mobilità della persona e ne determinano la limitazione. 
Per tale motivo si consiglia di presentarsi al medico della ASL muniti di un certificato di un medico del SSN, che attesti l’imprevedibile, frequente, riempimento della sacca di raccolta, con conseguente grave difficoltà deambulatoria, per via dell’elevato rischio di distacco.

Il contrassegno ha una validità di 5 anni, salvo diversa indicazione del medico certificatore nei casi di persone disabili a tempo determinato, in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche.

Per il rinnovo del contrassegno dopo 5 anni è sufficiente presentare il certificato del medico di famiglia che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno motivato il rilascio (art. 381 del DPR 495/92).          
Per il rinnovo del contrassegno con validità limitata, inferiore a 5 anni, il certificato medico deve, invece, essere richiesto presso gli ambulatori certificazioni medico-legali dell’Azienda Usl, oppure in occasione dell’accertamento della disabilità.